In tantissimi lo cercano, la maggior parte ormai lo pretende: il connubio tra interior design e food è una regola. E se una volta l’abito non faceva il monaco, oggi invece anche l’involucro fa la differenza.

Sono sempre di più le tendenze che stanno influenzando l’arredamento per la ristorazione, soprattutto in fatto di esperienze da far provare ai consumatori. Quel che conta, oggi, è la storia che riuscite a far vivere alle persone che assaggiano le vostre specialità culinarie.

In una location irripetibile: la vostra.

In questo articolo approfondiremo:

  • Lo stile Boho Chic
  • Il ristorante Green
  • Pop-up restaurant
  • Il nuovo trend anni ’60-‘70
  • Branded restaurant

L’estro come cifra stilistica: lo stile Boho Chic

Quando il fascino intramontabile del trasandato incontra la cura del dettaglio, eccoci al cospetto di uno stile adatto solo ai più coraggiosi.

Un locale Boho Chic richiama la tradizione bohémien, aggiungendo un tocco di raffinata modernità.

Un interior design in perfetto stile Boho Chic

Dal tanto caro bistrot francese a un ristorante esplosivo, dove tutto sembra provenire da un’altra epoca (o addirittura da un altro mondo). Ogni complemento d’arredo diventa un’occasione per raccontare la personalità dell’ambiente, fatta di oggetti recuperati e pezzi di alto valore, squisitamente moderni. Colori, stoffe e materiali aggiungono fascino all’atmosfera. L’unione perfetta tra confusione e ordine, vecchio e nuovo.

Il pericolo, però, è perdere di vista l’identità da comunicare. Ergo: trattare con cura.

 

Fare scena, naturalmente: il ristorante Green

Tra i trend più in voga al momento troviamo anche il green furnishing.

Non basta riempire un locale di elementi in legno e piante di decoro: un buon progetto si può dire riuscito solo quando è il ristorante ad essere integrato nella natura, non il contrario.

Essere “green” non è solo questione di estetica, ma significa rispettare determinati dettami di ecosostenibilità, con un’attenzione particolare all’illuminazione, alle risorse utilizzate in cucina e alla provenienza delle materie prime.

Questo stile è un ottimo esempio di come cucina e design si fondano insieme, non solo per offrire un’esperienza indimenticabile al cliente, ma anche per darsi credibilità reciproca.

Sagev Kitchen Garden, Tel Aviv – espressione magistrale di ristorante Green

Come si riconosce un vero green restaurant?

Non ci sono delle regole fisse. Piuttosto si può giocare con la fantasia per ripescare dettagli e accostamenti al passo con i tempi. Al legno naturale (solitamente chiaro) dell’arredo si possono facilmente accostare elementi in metallo grezzo, come lampadari o accessori per tavoli e sedute.

Per i più puristi, invece, è il caso di giocarsi la creatività come asso nella manica: la natura ci dà mille spunti per tradurre le sue forme e i suoi materiali in progetti di design. Un classico sono le sedie ricavate da tronchi d’albero, mentre più personale è la creazione di forme e movimenti attraverso piante rampicanti.

 

Pop-up restaurant, dove la sorpresa è di casa

Senz’altro la soluzione più azzeccata per mentalità giovani e innovatrici.

I ristoranti pop-up sono delle vere apparizioni in contesti che non richiamano per nulla la cucina. Un po’ come accade per il riciclo, locali e spazi prima deputati ad altre attività diventano il luogo prediletto per trovarsi a cena, scambiare due chiacchiere o sorseggiare un cocktail.

Nonostante Marras, Milano – Il pop-up restaurant che ha preso vita nello showroom dell’eclettico stilista Antonio Marras 

I ristoranti pop-up non sono una novità. Dall’Inghilterra si sono diffusi in tutto il mondo, influenzando positivamente sul concetto stesso di ristorazione. Qui il “ristorante” è tutto ciò che richiama convivialità, uno spazio caloroso e invitante che deve sorprendere i suoi avventori, in qualsiasi forma.

Così da un antico salone si può ricavare un locale alternativo, da un sottopassaggio dismesso si può inventare un cocktail bar, oppure ancora da una serra si può ricavare un giardino incantato in pieno centro città.

 

Anni ’50-’60: il nuovo revival di design

Il richiamo a questi anni non tramonta mai.

È ancora tempo di rivisitare i grandi classici dei juke box e dei colori accesi da diner: il trend di quest’anno guarda agli anni Cinquanta al di qua dell’Oceano; strizza l’occhio ad arredamenti sobri, privilegiando il legno finemente lavorato anche per pareti e soffitti.

Vintage Restaurant, Castel San Pietro Terme – I dettagli che fanno la differenza, in questo locale alle porte di Bologna

La sobrietà sicuramente si nota, ma sono i dettagli ad essere protagonisti.

Il contrasto tra chiari e scuri, il ritorno dell’oro, i complementi d’arredo che regalano quel tocco di ironia tipico del mondo moderno, che si sposa bene ad un contesto così particolare.

Con dei quadri alternativi e il recupero di oggetti di antiquariato, è facile entrare in una favola senza tempo. Anche solo per una cena.

 

Raccontarsi con gusto: il Branded restaurant

Qual è il confine tra un negozio e un ristorante? Nessuno, se si parla di ristorante brandizzato.

Non parliamo nemmeno in questo caso di una novità degli ultimi anni, ma di una rivisitazione per niente scontata di alcuni locali che già negli anni Novanta iniziarono a creare partnership con grandi marchi. Dal Mercedes Café alle prime caffetterie nelle librerie Feltrinelli.

Oggi i Branded restaurant sono strategici per chi vuole creare familiarità con un marchio e i suoi prodotti (non necessariamente commestibili!).

Special Mr. Martini, Verona – Un ristorante nell’officina Triumph, dove la quotidianità si trasforma in esperienza

Con un po’ di fantasia e un tocco magistrale da designer, un’officina diventa un ristorante on-the-road. Ma – più facilmente – si può anche prendere un laboratorio di prodotti alimentari e adagiare in mezzo alla dispensa qualche tavolino: la magia è creata, al resto penserà il profumo dei piatti.

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