La disposizione strategica dell’ambiente e la scelta dell’arredamento sono fondamentali per un negozio, su questo non c’è dubbio. Eppure bisogna partire da uno step che viene ben prima, se si vuole uno spazio di vendita dall’identità solida e riconoscibile.

Tavoli, sedie e luci non sono che la punta dell’iceberg, il risultato di un ragionamento che dev’essere fatto a monte su ciò che vogliamo comunicare.

Una delle sfide più grandi ed entusiasmanti per chi lavora nell’ambito del retail è quella di individuare i concetti su cui si basa la comunicazione di un’azienda, per poi trasformarli in precise scelte di interior design.

Il nostro metodo di lavoro si basa proprio su questo principio, che fa confluire marketing, comunicazione e design in un’unica strategia. Per spiegarvi meglio tutto ciò, abbiamo scelto di analizzare un negozio giapponese che ci ha colpito non poco.

 

Il caso di Gigi Verde

La storia che abbiamo rintracciato per voi viene dalla città giapponese di Kobe, e parla di un minimalismo che insegna a semplificare per far sognare: prepariamoci a varcare le soglie di Gigi Verde, un negozio che quanto a scelte concettuali e di design se l’è cavata egregiamente. Parole d’ordine: raffinatezza e semplicità.

Gigi Verde, negozio di fiori a Kobe progettato nel 2017 dagli architetti di SIDES CORE

 

Una semplicità che non tollera distrazioni 

Pavimento in cemento originale, soffitto con travi a vista. Arredo scarno per un ambiente spazioso (76 m²), che gode di una buona luce naturale: è chiaro che presentare i prodotti in modo essenziale ed elegante qui è la priorità. L’arredamento non è che una conseguenza di questa scelta comunicativa, che elimina il superfluo per spingere i clienti a concentrarsi su pochi elementi importanti.

L’arco nero all’interno di Gigi Verde, che divide lo spazio in diagonale

L’arco nero che taglia diagonalmente lo spazio è pensato appositamente per essere il sostegno di piante e luci. Allo stesso modo la preponderanza del colore grigio nei supporti strutturali esalta i colori vivi dei fiori freschi, che ricoprono un ruolo di completo protagonismo nello spazio.

 

L’effetto vedo-non-vedo

Gigi Verde è riuscito superare l’aspetto del negozio che si limita a vendere, dando spazio ad un dietro le quinte che rimanda al concetto di bottega artigiana.

Il laboratorio privato: un angolo dedicato all’attività manuale dei fioristi

Nella parte posteriore del negozio, infatti, si cela un piccolo laboratorio privato in cui i florist creano nuove composizioni. Anche in un negozio di generi alimentari o di abbigliamento ci può essere un angolo simile, se la scelta è coerente con ciò che lo spazio deve comunicare.

Planimetria del negozio

 

Un’eleganza libera di trasformarsi nel tempo

L’ultima lezione che ci riserva questo negozio giapponese sta nel movimento continuo dei suoi elementi. Mentre i fiori rimangono al centro dell’attenzione, ogni espositore può cambiare posizione in funzione di ciò che si vuole far vedere ai clienti: un dinamismo che non solo organizza gli spazi, ma permette anche di comunicare una realtà in continua evoluzione.

Gli espositori mobili di Gigi Verde

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