Il sottofondo musicale di un negozio non è un semplice dettaglio. È “il” dettaglio che sta alla base di un potente strumento di marketing chiamato sound branding.

Cos’è il Sound Branding? 

Il nome sembra richiamare una delle tante mode del momento, di quelle che si possono esprimere soltanto in inglese.

Invece gli studi sui suoni nel retail risalgono agli anni Ottanta con Ronald E. Milliman, professore alla Western Kentucky University che ha studiato l’influenza che può avere un sottofondo musicale sull’acquisto.

Il sound branding è il vocabolario sonoro di un brand, espressione della sua personalità. Il principale punto di forza di questo medium sta nel fatto che i suoni fanno parte di quei pochi elementi che il pubblico non percepisce come artificiali e che accoglie volentieri nel momento di acquisto.

Una nota di stile

Quanta cura avete messo nella scelta dei mobili, dei colori, del merchandising e nella disposizione della merce in negozio? E continuate a farlo, ogni giorno.

La stessa attenzione va dedicata anche alla cura della vostra impronta sonora.

Immagine visiva e sonorità sono fratelli gemelli, figli della stessa teoria e divisi solamente dal mezzo d’espressione. Ogni suono può accompagnare i clienti in un’esperienza unica di acquisto, in un ambiente che dialoga con loro anche attraverso la musica.

Non ascoltate solo il vostro ego

Pensate sempre a chi entrerà dalla vostra porta e fategli trovare l’ambiente che si aspetta e desidera incontrare.

Un’idea alternativa? Collocate un juke box interattivo in un punto ben visibile del negozio, per invitare i clienti a scegliere i pezzi che preferiscono.

Perché la musica serve al retail

Farsi ricordare

Esiste un forte legame tra suono e memoria. Nelle pubblicità è proprio questo che rende memorabili dei jingle, anche per generazioni.

Potete entrare nei ricordi delle persone attraverso una via preferenziale e rafforzare la vostra identità, se avete più punti vendita. Ritrovare la stessa atmosfera in tutti i negozi rende più solida e duratura la relazione con il brand, perché il cliente avrà l’impressione di trovarsi in un contesto a lui familiare.

Un tipico negozio Ikea, esempio di brand che ha una sua propria colonna sonora.

 

Prolungare la permanenza all’interno del negozio

Una volta che il cliente ha varcato la soglia, l’obiettivo è quello di farlo rimanere il più a lungo possibile. Più le persone si soffermano in un punto vendita, più comprano.

Una playlist musicale veramente identitaria, rappresentativa dell’ambiente circostante, è in grado di generare un incremento delle vendite fino al 10% in più. Parola di chi ha studiato il fenomeno, tra cui anche l’Università Bocconi di Milano.

Nei grandi centri commerciali la durata della visita è tutto. La musica in questo dà un forte contributo.

 

Creare un’atmosfera positiva anche per i dipendenti

La musica ha da sempre una funzione terapeutica. Creare la giusta colonna sonora in negozio può aiutare anche chi ci lavora per molte ore, migliorandone l’umore.

Alcuni principi da seguire

Per capire quali sono i passi base da seguire per creare la colonna sonora del vostro brand, vi proponiamo tre consigli della ricercatrice di Soundtrack Your Brand, Jasmine Moradi :

  1. La musica random non è una colonna sonora. Un buon Sound Branding si basa sullo studio dei gusti del pubblico e la ricerca di una sonorità adatta al vostro punto vendita;
  2. Non trasformate il suono in rumore. Il volume è un dettaglio cruciale: la musica a basso volume può decisamente allungare la permanenza in negozio;
  3. Scegliete tracce semplici. Il suono non è distrazione, è un gradevole accompagnamento che tiene alto il focus sulla personalità del brand e i suoi prodotti.

Vi interessa l’argomento e vorreste approfondire tutto ciò che riguarda la costruzione del vostro marchio? Scriveteci!